Nadia Tueni, un grido dal Libano

“Appartengo ad un paese che si suicida ogni giorno mentre viene assassinato. Appartengo infatti ad un paese che è morto più volte. Perché non dovrei morire anch’io […] di questa morte brutta, lenta e feroce, di questa morte libanese?” Nadia Tueni

“Da un esilio trasparente” di Jean-Claude Izzo

«Jean-Claude affermava di non sapere perché scrivere poesia gli era necessario. (..) Era nella poesia che avvertiva la gioia delle parole. Una gioia associata al rischio di confrontarsi con il più vivo della lingua, con la parola che non può raggiungere l’altra. Diceva che la poesia gli era indispensabile per rimanere fedele, il più possibile fedele, all’innocenza» – Marguerite Tiberti

Venus Khoury-Ghata, poetessa e scrittrice franco-libanese: “Racconto storie nelle mie poesie, e scrivo nella poesia dei miei romanzi”

“Quella di Venus è una lingua particolare, è una commistione fra il francese e l’arabo, ovvero arricchisce la lingua francese che, secondo lei è diventata molto povera e poco espressiva, con la ricchezza della lingua araba, con le sue ampie volute e i suoi periodi ricchi di metafore e immagini” – Rosalba de Cesare

“La speranza” secondo Andrèe Chedid

“I colori, e i profumi dell’Oriente che mi sembra quasi di percepire, mi portano lentamente verso la sua poesia … o è la sua poesia che li rievoca magicamente e in continuazione?” Rosalba De Cesare

Han Dong e la poesia “post-menglong”

Dal limbo nel quale si trova, senza un particolare statuto, il poeta è finalmente libero di rivolgere il suo sguardo ironico al mondo che lo circonda e proprio questo e ciò che fa Han Dong nelle sue poesie, ambientate in una delle tante metropoli cinesi investite da quella convulsa e frenetica metamorfosi che nel giro di pochi anni ha cancellato definitivamente il volto della città realsocialista.

Yuriy Tarnawsky, a writer in the balance between Ukraine and USA – EXCLUSIVE INTERVIEW

An exclusive interview with the Ukrainian-American writer Yuriy Tarnawsky, one of the founding members of the “New York Group”, a group of avant-garde Ukrainian diaspora writers, and co-founder and co-editor of the journal «New Poetry», as well as member of the US innovative writers’ collaborative Fiction Collective. He writes fiction, poetry, plays, translations, and criticism in both Ukrainian and English.

Jurij Tarnavs’kyj poeta in bilico tra Ucraina e USA – INTERVISTA ESCLUSIVA

In una intervista esclusiva il poeta e narratore che fondò nel 1956 la”Newyorska hrupa”, raggruppamento di critici e poeti ucrainofoni emigrati negli Stati Uniti, racconta il suo rapporto con le due lingue con le quali ha scritto, scrive e e pubblica raccolte di poesia, romanzi e racconti.

Edith Södergran, tra modernismo ed ecologismo

La figura della Södergran fu oggetto di culto da parte della generazione dei letterati scandinavi del dopoguerra, che videro in lei l’antesignana di quella particolare sensibilità femminile, nello stesso tempo decadente ed ecologista. Infatti la natura ha avuto un ruolo fondamentale nella sua sensibilità e nella sua poetica.

Jean Sénac e Jean Dubuffet

Quello che intercorse tra l’artista francese e il poeta algerino francofono fu non solo un rapporto di ammirazione di stima, ma anche una convergenza ideale che trovò nelle poesie di Sénac una consonanza profonda.

“Sogno” di Paul Klee, radiografia dell’anima di un artista

«La sua rimane costantemente una sperimentazione che gioca tra armonie e trasparenze, evocazioni e contenuti letterari» – Philippe Daverio

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