Edith Södergran, tra modernismo ed ecologismo

La figura della Södergran fu oggetto di culto da parte della generazione dei letterati scandinavi del dopoguerra, che videro in lei l’antesignana di quella particolare sensibilità femminile, nello stesso tempo decadente ed ecologista. Infatti la natura ha avuto un ruolo fondamentale nella sua sensibilità e nella sua poetica.

Jean Sénac e Jean Dubuffet

Quello che intercorse tra l’artista francese e il poeta algerino francofono fu non solo un rapporto di ammirazione di stima, ma anche una convergenza ideale che trovò nelle poesie di Sénac una consonanza profonda.

“Sogno” di Paul Klee, radiografia dell’anima di un artista

«La sua rimane costantemente una sperimentazione che gioca tra armonie e trasparenze, evocazioni e contenuti letterari» – Philippe Daverio

“Preghiera” di Abdellatif Laâbi

«Le parole del poeta si rivolgono all’umanità intera e riguardano ogni individuo, senza limiti di frontiere o culture. Il suo sguardo ironico e profondo, intimo e universale, si posa su un’umanità ferita, che ha bisogno della poesia per ritrovarsi, e per ritrovare la speranza» Carolina Parolicchi

“Go Gauguin” di Mauro De Candia

Al pittore francese – sembra suggerire De Candia –  è mancato forse quel “passo avanti ancora da compiere rispetto a una piena realizzazione, oppure il passo indietro che ci tiene lontani dalla pienezza dell’essere”? Oppure con la sua fuga, Gauguin, seppure non ha raggiunto la meta, almeno ha fatto un passo verso quel traguardo?

Jean Sénac – poeta algerino ma anche un pò francese (e spagnolo)

La figura di Sénac è emblematica di una engagment legato a una particolare epoca. La sua poesia è prima di tutto l’espressione di un modo di essere. La figura del poeta rivoluzionario, di lontana (ma non troppo) ascendenza romantica, nell’accezione decadente, è la radice della sua poetica. L’enfasi che caratterizza i suoi versi ne è il limite e la forza, a seconda dei punti di vista.

“Magritte” di Carlo Bordini

Carlo Bordini, rende omaggio a Magritte con un componimento basato sulla descrizione di alcuni quadri del maestro di Bruxelles. Il poeta romano però non si limita a elencarli e descriverli, ma entra dentro, scava nel mondo di Magritte alla ricerca di possibili radici comuni con la propria poetica, più propriamente con il proprio sarcasmo autoironico (e autodistruttivo).

“L’ultimo verso” di Biancamaria Frabotta

tratta da “L’albero del pane”, la raccolta di poesia della “terza fase” della poetessa romana, incentrata sulla ricerca delle proprie radici familiari e su una trasparenza dell’enunciato poetico, “L’ultimo verso” è uno dei migliori e più recenti esempi di meta-poesia. (foto di Dino Ignani)

“Ars poetica” di Grytzko Mascioni

“come una «nobile arte» il gioco del verso e della composizione ha le sue regole interne (..). Grytzko è molto bravo nell’osservarla e nell’infrangerla, nel dare e togliere leggerezza e entrain al suo sviluppo, bravo anche nel mescolare fatuità e gravità , rimanendo, tra improbabilità e seduzione, ancora al centro dell’incantesimo” – Mario Luzi

“I morti” secondo Carlo Bordini

“Quando parlo di iperverità intendo dire che l’arte, ogni forma d’arte, giunge, quando funziona, a una verità più profonda di quella che una persona conosce o crede di conoscere nella sua vita di tutti i giorni, sia a livello razionale che a livello emotivo”

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