La speranza

Ho ancorato la speranza
Alle radici della vita
Dinanzi alle tenebre
Ho rizzato chiarori
Piantato fiaccole
Al margine delle notti
Chiarori che persistono
Fiaccole che s’insinuano
Fra ombre e barbarie
Chiarori che rinascono
Fiaccole che si rizzano
Senza mai deperire
Radico la speranza
Nel terriccio del cuore
Adotto tutta la speranza
In suo spirito ribelle.

L’Espérance

J’ai ancré l’espérance
Aux racines de la vie
Face aux ténèbres
J’ai dressé des clartés
Planté des flambeaux
A la lisière des nuits
Des clartés qui persistent
Des flambeaux qui se glissent
Entre ombres et barbaries
Des clartés qui renaissent
Des flambeaux qui se dressent
Sans jamais dépérir
J’enracine l’espérance
Dans le terreau du cœur
J’adopte toute l’espérance
En son esprit frondeur.

[tradotto dal francese da Silvia Guzzi, originale tratto da: Une salve d’avenir. L’espoir, anthologie poétique, Gallimard, Parigi 2004]

La fantasia mi guida attraverso il deserto egiziano per scoprire le orme della poetessa Andrèe Chedid (all’anagrafe Andrèe Saab, Chedid è il cognome del marito) che nasce al Cairo il 20 marzo 1920 ma da genitori di origini libanesi (sua padre Selim appartiene alla comunità maronita del libano, sua madre a quella ortodossa di Damasco) così come anche suo marito. Studia nelle scuole francesi e si laurea presso l’Università Americana della capitale egiziana nel 1942 e l’anno successivo pubblica On the Trails of My Fancy, la sua prima raccolta di poesie in inglese con lo pseudonimo di A. Lake e si trasferisce in Libano, paese che proprio nel 1943 aveva appena proclamato la propria indipendenza.

Nel 1946 si trasferisce definitivamente a Parigi con il marito, medico e ricercatore, figura di rilievo nel mondo scientifico (anch’egli autore di libri di memorie) e opta per la cittadinanza francese, scegliendo di passare definitivamente alla lingua francese. Al 1948 risale Textes pour une figure, pubblicato a Pargi per le Éditions du Pré aux clercs, sua prima raccolta in lingua francese, e nello stesso anno mette al mondo Louis Chedid, che diventerà un notissimo musicista, cantautore e scrittore francese.

I colori, e i profumi dell’Oriente che mi sembra quasi di percepire, mi portano lentamente verso la sua poesia … o è la sua poesia che li rievoca magicamente e in continuazione?

Dai suoi versi emergono continue domande sulla condizione degli esseri umani e del loro rapporto col mondo, ed è sempre forte il dolore per il suo Libano dilaniato da una guerra civile che sembra infinita.

Scorre il tempo della sua vita sotto i miei occhi che la incontrano per la prima volta. Con un po’ di incertezza mi avvicino alle sue opere come quando, incontrando una persona completamente sconosciuta, cerchi di trovare quella nota giusta che ti aiuti, prima di tutto, a ‘sentire’.

Trovo un suo romanzo: “La giostra dei sogni. Romanzo a sfondo sociale e multiculturale.” (dalla quarta di copertina, edito in Italia dalle Edizioni Archimede nel 2004) e lentamente scivolo, come in un sogno, tra le sue pagine. In realtà il romanzo è molto di più di un sogno, perché è una grande realizzazione umana. Il protagonista, un ragazzo di nome Omar-Jo, viene mandato a Parigi presso alcuni parenti, dopo aver perso i genitori in Libano, a causa di un attentato. Il ragazzo conosce Maxime che gestisce una giostra sull’orlo del fallimento. Tra i due nasce un rapporto di amicizia, profondo e solidale e che, nonostante la grande differenza d’età e di cultura consente loro di progettare realizzare un futuro diverso. Per me è un libro splendido e per tutti, non solo per i ragazzi al quale è dedicato: è la speranza di un mondo migliore che l’Autrice ci regala col cuore e a piene mani. Penso che, se la sua narrativa è piena di poesia, la sua poesia ha il ‘suono’ profondo di una continua narrazione di vita e di speranza, anche nei momenti più drammatici.

Andrée Chedid ha scritto 23 volumi di poesie, 18 romanzi, più di 100 racconti, 8 commedie e 9 libri per bambini; il suo lavoro è fortemente multiculturale. Nel 1979 ha ricevuto il premio Goncourt per il suo romanzo Le Corps et le Temps e il premio Goncour per la poesia nel 2002 (nel 2009 le verrà conferita Legion d’onore). É morta a Parigi il 6 febbraio 2011.

Rosalba De Cesare©