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maggio 2024

la poesia secondo Mauro Maré poeta notaio (o “noeta”) vernacolare

«Il dialetto, lingua eversiva, arma delle classi subalterne si pone sempre come contestatore della cultura ufficiale. Ma sulla sua naïveté va innestata una cultura almeno pari a quella cui intende contrapporsi. Altrimenti si fa folklore, o tutt’al più ecologia. Il dialetto come rivoluzione linguistica permanente abbisogna di una costante consapevolezza» – Mauro Maré da: “Un disperato ottimismo”

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