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“San Girolamo e il leone” di Colantonio visto da Zbigniew Herbert

Nel 1959 Zbigniew Herbert visitò l’Italia per la prima volta. “Colantonio – San Girolamo e il leone” è una lirica sorta sulla base delle impressioni del poeta davanti al quadro del maestro napoletano, testimonianza di quella passione del poeta verso l’arte del rinascimento che coltivò per tutta la vita.

“Omaggio a Magritte” di Ida Vitale

il tema centrale della lirica è già tutto enucleato nei primi versi, quelli relativi a “Firma in bianco”, quadro nel quale il pittore gioca con l’ambiguità della rappresentazione bidimensionale, ovvero con le false corrispondenze tra visione e realtà, con il paradosso della convenzionalità dell’immagine che la memoria mette in scena.

“La poesia è un miele” di Clemente Rebora

Il rifiuto di ogni possibile forma di autocelebrazione è una parte essenziale della vicenda intellettuale e umana di Clemente Rebora. La sua poesia è stata lo specchio fedele dell’anima, delle sue inquietudini, delle paure e delle angosce, mai una maniera, uno stilema avulso dall’autore o un accidente puramente estetico.

“Essere vivi” secondo Tanikawa Shuntarō

«Tanikawa ha modo così di puntare lontano lo sguardo, sviluppando in autonomia una riflessione quasi cosmologica su un essere umano abbandonato nel contesto di una natura immensamente più grande di lui e che sfugge di continuo a qualsiasi possibile definizione» – Alessandro Clementi degli Albizzi

“Il canto della fiamma” di Ōoka Makoto

«Le parole che noi adoperiamo sono la punta di un iceberg. E cos’è la parte sommersa sotto la superficie del mare? Questo non è altro che il cuore di chi ha creato le parole, e allo stesso modo è anche il cuore degli altri, che viene trasmesso e condiviso nella parte sommersa sotto la superficie del mare delle parole» (tratta da: Shi kotoba ningen, in it. “poesia, parola, umanità)

“Sulla terra” di Antonio Fernández Spencer, poeta domenicano

«La poesia del dominicano Antonio Fernández Spencer è, soprattutto, poderosa. Un senso d’urgenza contenuto, di premurosa nostalgia e stupore permea i suoi componimenti, costituiti dalla delicata ed evanescente sostanza dell’immagine» Fernando Ureña Rib

“Il congedo del buffone” di Marco Antonio Montes de Oca

Fin dai suoi esordi nella sua poesia di Montes de Oca metteva al centro il linguaggio poetico stesso. La sua capacità di coniare metafore originali, che impressionò subito la critica, si rifaceva alle libere associazioni dei surrealisti e alle deformazioni della lingua dell’espressionismo.

“Poesia di sterco e di fiori” dai “Frammenti lirici” di Clemente Rebora

frammento XLIX tra tutti i componimenti della raccolta di esordio di Clemente Rebora rappresenta uno dei più interessanti per via delle questioni di meta-poetica sollevate dall’autore. Pubblicata nel 1913, i “Frammenti lirici” rappresentarono un punto di svolta nella poesia italiana del ‘900.

Virgilio Piñera, l’ultimo “maledetto” poeta cubano

Virgilio Piñera, poeta cubano, autore dell’indimenticabile poema “Il peso di un’isola”, fu il cantore del lato più oscuro e sudicio dell’isola.

La poesia secondo Cintio Vitier

“Alla poesia” rappresenta un tentativo di definire la poesia da parte del grande poeta cubano del cenacolo che si raccolse intorno alla rivista «Orígenes» e alla figura del suo fondatore, José Lezama Lima.

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