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poesia contemporanea

Han Dong e la poesia “post-menglong”

Dal limbo nel quale si trova, senza un particolare statuto, il poeta è finalmente libero di rivolgere il suo sguardo ironico al mondo che lo circonda e proprio questo e ciò che fa Han Dong nelle sue poesie, ambientate in una delle tante metropoli cinesi investite da quella convulsa e frenetica metamorfosi che nel giro di pochi anni ha cancellato definitivamente il volto della città realsocialista.

Jurij Tarnavs’kyj poeta in bilico tra Ucraina e USA – INTERVISTA ESCLUSIVA

In una intervista esclusiva il poeta e narratore che fondò nel 1956 la”Newyorska hrupa”, raggruppamento di critici e poeti ucrainofoni emigrati negli Stati Uniti, racconta il suo rapporto con le due lingue con le quali ha scritto, scrive e e pubblica raccolte di poesia, romanzi e racconti.

“Preghiera” di Abdellatif Laâbi

«Le parole del poeta si rivolgono all’umanità intera e riguardano ogni individuo, senza limiti di frontiere o culture. Il suo sguardo ironico e profondo, intimo e universale, si posa su un’umanità ferita, che ha bisogno della poesia per ritrovarsi, e per ritrovare la speranza» Carolina Parolicchi

“Go Gauguin” di Mauro De Candia

Al pittore francese – sembra suggerire De Candia –  è mancato forse quel “passo avanti ancora da compiere rispetto a una piena realizzazione, oppure il passo indietro che ci tiene lontani dalla pienezza dell’essere”? Oppure con la sua fuga, Gauguin, seppure non ha raggiunto la meta, almeno ha fatto un passo verso quel traguardo?

Jean Sénac – poeta algerino ma anche un pò francese (e spagnolo)

La figura di Sénac è emblematica di una engagment legato a una particolare epoca. La sua poesia è prima di tutto l’espressione di un modo di essere. La figura del poeta rivoluzionario, di lontana (ma non troppo) ascendenza romantica, nell’accezione decadente, è la radice della sua poetica. L’enfasi che caratterizza i suoi versi ne è il limite e la forza, a seconda dei punti di vista.

“Magritte” di Carlo Bordini

Carlo Bordini, rende omaggio a Magritte con un componimento basato sulla descrizione di alcuni quadri del maestro di Bruxelles. Il poeta romano però non si limita a elencarli e descriverli, ma entra dentro, scava nel mondo di Magritte alla ricerca di possibili radici comuni con la propria poetica, più propriamente con il proprio sarcasmo autoironico (e autodistruttivo).

“I morti” secondo Carlo Bordini

“Quando parlo di iperverità intendo dire che l’arte, ogni forma d’arte, giunge, quando funziona, a una verità più profonda di quella che una persona conosce o crede di conoscere nella sua vita di tutti i giorni, sia a livello razionale che a livello emotivo”

“San Girolamo e il leone” di Colantonio visto da Zbigniew Herbert

Nel 1959 Zbigniew Herbert visitò l’Italia per la prima volta. “Colantonio – San Girolamo e il leone” è una lirica sorta sulla base delle impressioni del poeta davanti al quadro del maestro napoletano, testimonianza di quella passione del poeta verso l’arte del rinascimento che coltivò per tutta la vita.

“Omaggio a Magritte” di Ida Vitale

il tema centrale della lirica è già tutto enucleato nei primi versi, quelli relativi a “Firma in bianco”, quadro nel quale il pittore gioca con l’ambiguità della rappresentazione bidimensionale, ovvero con le false corrispondenze tra visione e realtà, con il paradosso della convenzionalità dell’immagine che la memoria mette in scena.

“Essere vivi” secondo Tanikawa Shuntarō

«Tanikawa ha modo così di puntare lontano lo sguardo, sviluppando in autonomia una riflessione quasi cosmologica su un essere umano abbandonato nel contesto di una natura immensamente più grande di lui e che sfugge di continuo a qualsiasi possibile definizione» – Alessandro Clementi degli Albizzi

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