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L’antipoesia di Nicanor Parra

Con la pubblicazione di “Poemas y antipoemas”, nel 1954, nasce quella che Nicanor Parra definì “antipoesia”- caratterizzata da un linguaggio diretto, antiretorico, colloquiale e, occasionalmente, narrativo, spesso e volentieri sotto il segno del sarcasmo e dell’ironia.

“la formazione inizia con una personale attenzione alla parola e parole affini alla propria poesia”

«Stilisticamente – e vale per tutta o quasi la sua produzione – Henry Ariemma parte da un incipit brevilineo, da un periodare eminentemente lirico, in prosodia melodiosa d’accenti dinamici e d’intonazione… per poi sempre più allargarsi, allungarsi, volutamente irretirsi, quasi impantanarsi in una prosa lirica» – Plinio Perilli

“L’unica vacanza è tra le righe” INTERVISTA ESCLUSIVA con Matteo Marchesini

“Esistono autori a vocazione critica, o autori che insieme ad altri generi praticano anche quello della critica e magari più in generale del saggio. Ma tutti gli scrittori, quando sono scrittori, contengono in sé stessi un critico implicito.”

“Credo in quei poeti che siano fedeli al loro sentire” INTERVISTA ESCLUSIVA

“Penso che la poesia abbia un suo ruolo specifico: quello che deve portare un poeta a essere assolutamente fedele al suo io, al suo dire in poesia. Sono convinto che solo questa fedeltà al proprio credo, al proprio io, possa allargare misteriosamente la cerchia dei nostri lettori.”

Cintio Vitier nello specchio di Dostoevskij

Esponente del gruppo Orígenes, sorto intorno a J. Lezama Lima, ha dedicato ai poeti che lo costituirono importanti studî e parte di un’ampia produzione saggistica. Nella sua poesia, la parola si fa veicolo di conoscenza, alla ricerca del significato ultimo dell’essere e delle cose.

“Desaparecidos” di Mario Benedetti

“Desaparecidos” una delle più belle testimonianze letterarie di quella tragedia scritta da chi ne conosceva bene gli artefici, le pratiche e la portata di quel fenomeno paragonabile solo agli orrori messi in atto dal nazismo in Europa.

Mariagiorgia Ulbar INTERVISTA ESCLUSIVA

“La poesia nasce nella mente come immagine e si disegna con parole che sono tratti. Se la poesia è buona, l’immagine compare.”

Manuel del Cabral, poeta (bianco) della negritudine

Manuel del Cabral, fu autore, nel 1941, di “Tropico negro”, considerata il manifesto della negritudine, ebbe una influenza fondamentale nella scena letteraria dell’isola e di tutto il mondo ispanofono.

Pascal D’Angelo, chi è costui?

(Poco) noto per la sua autobiografia “A son of Italy”, Pascal D’Angelo fu anche uno sfortunato poeta (morì a trentotto anni dimenticato e nella miseria più completa) che scrisse solo nell’inglese che aveva appreso quando, nel 1910, era sbarcato negli Stati Uniti.

“Poesia” di Mark Strand

La poesia di Strand ha la qualità straniata e surreale dei sogni ed è costellata di immagini di allucinata nitidezza che ricordano i quadri di Edward Hopper (artista che Strand ha studiato in particolare), ma anche, per altri versi, certi autori surrealisti latino-americani» (Andrea Sirotti)

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