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poeti contemporanei

“Go Gauguin” di Mauro De Candia

Al pittore francese – sembra suggerire De Candia –  è mancato forse quel “passo avanti ancora da compiere rispetto a una piena realizzazione, oppure il passo indietro che ci tiene lontani dalla pienezza dell’essere”? Oppure con la sua fuga, Gauguin, seppure non ha raggiunto la meta, almeno ha fatto un passo verso quel traguardo?

“Magritte” di Carlo Bordini

Carlo Bordini, rende omaggio a Magritte con un componimento basato sulla descrizione di alcuni quadri del maestro di Bruxelles. Il poeta romano però non si limita a elencarli e descriverli, ma entra dentro, scava nel mondo di Magritte alla ricerca di possibili radici comuni con la propria poetica, più propriamente con il proprio sarcasmo autoironico (e autodistruttivo).

“L’ultimo verso” di Biancamaria Frabotta

tratta da “L’albero del pane”, la raccolta di poesia della “terza fase” della poetessa romana, incentrata sulla ricerca delle proprie radici familiari e su una trasparenza dell’enunciato poetico, “L’ultimo verso” è uno dei migliori e più recenti esempi di meta-poesia. (foto di Dino Ignani)

“I morti” secondo Carlo Bordini

“Quando parlo di iperverità intendo dire che l’arte, ogni forma d’arte, giunge, quando funziona, a una verità più profonda di quella che una persona conosce o crede di conoscere nella sua vita di tutti i giorni, sia a livello razionale che a livello emotivo”

“Essere vivi” secondo Tanikawa Shuntarō

«Tanikawa ha modo così di puntare lontano lo sguardo, sviluppando in autonomia una riflessione quasi cosmologica su un essere umano abbandonato nel contesto di una natura immensamente più grande di lui e che sfugge di continuo a qualsiasi possibile definizione» – Alessandro Clementi degli Albizzi

“Il canto della fiamma” di Ōoka Makoto

«Le parole che noi adoperiamo sono la punta di un iceberg. E cos’è la parte sommersa sotto la superficie del mare? Questo non è altro che il cuore di chi ha creato le parole, e allo stesso modo è anche il cuore degli altri, che viene trasmesso e condiviso nella parte sommersa sotto la superficie del mare delle parole» (tratta da: Shi kotoba ningen, in it. “poesia, parola, umanità)

“L’unica vacanza è tra le righe” INTERVISTA ESCLUSIVA con Matteo Marchesini

“Esistono autori a vocazione critica, o autori che insieme ad altri generi praticano anche quello della critica e magari più in generale del saggio. Ma tutti gli scrittori, quando sono scrittori, contengono in sé stessi un critico implicito.”

“Credo in quei poeti che siano fedeli al loro sentire” INTERVISTA ESCLUSIVA

“Penso che la poesia abbia un suo ruolo specifico: quello che deve portare un poeta a essere assolutamente fedele al suo io, al suo dire in poesia. Sono convinto che solo questa fedeltà al proprio credo, al proprio io, possa allargare misteriosamente la cerchia dei nostri lettori.”

“Poesia” di Mark Strand

La poesia di Strand ha la qualità straniata e surreale dei sogni ed è costellata di immagini di allucinata nitidezza che ricordano i quadri di Edward Hopper (artista che Strand ha studiato in particolare), ma anche, per altri versi, certi autori surrealisti latino-americani» (Andrea Sirotti)

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